Oltre la carie
Perchè una buona igiene dentale è importante?
Dalla nanosfida alla cura dei denti: così i ricercatori “vedono” lo smalto a livello atomico
Lo sapevi che un bambino su due, già entro i 12 anni, presenta carie nei denti permanenti? Una statistica che fa riflettere, e che ha spinto un team di ricercatori dell’Università di Sydney a indagare più a fondo – anzi, molto più a fondo – sul comportamento dei nostri denti.
In un lavoro innovativo che unisce ingegneri dei materiali, dentisti e bioingegneri, il gruppo è riuscito a mappare la composizione e la struttura dello smalto dentale a livello atomico. Un’impresa non da poco!
Grazie a una tecnica di microscopia all’avanguardia, chiamata atom probe tomography, è stato possibile ottenere per la prima volta delle mappe tridimensionali che mostrano la posizione degli atomi più coinvolti nel processo di deterioramento dei denti.
Il risultato? Una scoperta che potrebbe rivoluzionare il modo in cui ci prendiamo cura dei nostri denti e preveniamo le carie. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances.
Secondo la professoressa Julie Cairney, esperta di ingegneria dei materiali e delle strutture, “i dentisti sapevano già che alcuni ioni in tracce sono importanti per rendere lo smalto così resistente, ma finora non eravamo mai riusciti a vedere questi ioni con così tanto dettaglio”.
Lo smalto umano è infatti una struttura incredibilmente complessa. Fino ad oggi si sapeva che ioni come magnesio, carbonato e fluoro ne influenzano le proprietà, ma mancava una visione ad altissima risoluzione. Adesso, finalmente, ce l’abbiamo.
I ricercatori hanno infatti scoperto delle zone ricche di magnesio tra i nanorod – i “mattoncini” microscopici – che costituiscono lo smalto. Questo conferma per la prima volta l’esistenza di una fase amorfa (cioè non cristallina) di fosfato di calcio arricchita di magnesio, fondamentale per il comportamento dello smalto.
Il dottor Alexandre La Fontaine, co-autore dello studio, aggiunge un altro dettaglio interessante: “Siamo riusciti anche a osservare dei piccoli ‘grumi’ di materiale organico a scala nanometrica. Questo ci dice che proteine e peptidi non sono distribuiti uniformemente nello smalto, come si pensava, ma si trovano solo in certe zone”.
E cosa significa tutto questo, in pratica?
Beh, capire meglio la composizione atomica dello smalto potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti preventivi contro la carie, pensati per proteggere proprio quelle zone più vulnerabili. Inoltre, è un grande passo avanti nella ricerca sulla rimineralizzazione dei denti – un processo chiave per “riparare” lo smalto danneggiato.
In poche parole: la scienza sta davvero andando dritta al cuore del problema. E chissà, magari un domani il dentista ci curerà i denti grazie a ciò che oggi stiamo scoprendo… atomo per atomo.